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Da oggi inizia la collaborazione tra 
CrimeOut 
e...

l'Istituto Penale per  Minorenni  di AIROLA 
che curerà, 
con propri contributi 
una sezione della rivista:

                L'INTERVISTA 

ALLA DOTT.SSA CIRIGLIANO,

Direttrice dell'IPM di Airola



LA STANZA AZZURRA






  



 

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La Camorra e il senso di appartenenza

di Giovanna Palermo

  

Quest’articolo è il frutto di una riflessione sulla dimensione “socio-antropologica” del fenomeno “Mafia” e di quello “Camorra”, che tralascia questioni, egualmente interessanti e rilevanti, sul modus operandi della Mafia e delle varie camorre, della loro struttura e funzionamento. Mafia e Camorra presentano numerose affinità: a) il retaggio comune, b) la comune ‘mentalità’ radicata, c) la condivisione di precisi “valori”, d) gli obiettivi di conquista sociale, economica e politica del territorio, e) come pure la condivisione della stessa “facies criminale”, della medesima immoralità e dell'identica maniera di delinquere.  Potremmo dire, che i due fenomeni sono assimilati dall’esistenza di una comune “cultura di Mafia”,  sulla quale mi soffermerò successivamente. In questa sede, vorrei evidenziare il rapporto, secondo me molto diverso, che  Mafia e Camorra, hanno rispetto alla dimensione dello Stato. ...LEGGI


Giovedì 17 maggio ore 9.30

 

Al Belvedere di San Leucio (CE),
nell'ambito del ciclo di seminari su "Praticare e comunicare la legalità",
la criminologa docente SUN Giovanna Palermo introdurrà il tema "Sicurezza reale e insicurezza diffusa, condizionamento dei flussi turistici".
Seguiranno gli interventi di Gianni Allucci, amministratore delegato di Agrorinasce e di una vittima della Camorra. Il coordinamento è affidato al giornalista Claudio Coluzzi.

 



 




 

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La donna delinquente: vecchi e nuovi paradigmi

di Giovanna Palermo


Nell’'analizzare la criminalità femminile frequentemente prevale la tendenza ad evidenziare quanto le differenze di genere possano influire sulla propensione al crimine. 
Quest'’approccio risente di un’'arcaica, ma non lontana, concezione della donna e del suo mondo, come realtà separate, come “categoria” a sé stante, esclusa di fatto dalla vita sociale e spiegata per lo più in relazione al “maschio” nei termini dicotomici superiorità-inferiorità e nelle inconciliabili affermazioni della propria identità di moglie e madre da un lato e di donna professionalmente affermata dall’altro. 
Questa costruzione della donna, il cui ruolo si esauriva nella famiglia e la cui inevitabile esclusione sociale rispecchiava una concezione maschilista della società, ha determinato nel passato una ridotta crescita culturale delle donne.    ...Leggi

 

 



Intervista al Dott. Gianfranco Marcello, direttore della casa circondariale di Ariano Irpino (AV) 






La mediazione nella prospettiva 
dell’'integrazione degli immigrati

di Silvio Lugnano

 

 

L'esigenza di facilitare l'inserimento dell'immi-grato  deve passare attraverso la sua integra-zione culturale, da un lato salvaguardando i tratti specifici dell'identità, dall’altro favorendo negli autoctoni il riconoscimento ed il rispetto dell’“altro”.  












L’immigrazione inizia finalmente ad essere percepita, come una questione riguardante a pieno titolo la sfera socio-culturale, nonchè ogni tipo di relazione ipotizzabile tra autoctoni e popolazione immigrata,  all’interno del contesto nazionale. Parlare di dinamiche interculturali, significa infatti, parlare di relazioni e interazioni tra soggetti e gruppi portatori di culture che, si definiscono e si autorappresentano come differenti. Un’analisi di taglio antropologico non può prescindere dalla constatazione che tale interazione si costruisce attorno ad aspettative reciproche che tengano conto in modo prepon-derante della variabile etnico-culturale.
...Leggi

 

L'ambiente familiare e le cause del disadattamento

di Ferdinando Melchiorre

 

L'ambiente familiare, oltre alla predisposizione individuale (temperamen-to) e alle cause sociali, è, sicuramente, alla base di molti comportamenti devianti. 

Mailloux, autore della teoria del-l'identità negativa, evidenzia come il
 bambino interiorizza,progressivamente,
un'immagine negativa di se stesso in base alle aspettative negative dei propri genitori. Il bambino adegua il suo comportamento, conformandolo alle aspet-tative familiari: progressivamente accetterà l'identità negativa e il suo ruolo (ultimo della classe, pecora nera della famiglia).

Non avrà più l'ansia di competizione e nessuno si aspetterà più niente da lui. 
Questo bambino avrà come unica alter-nativa di affermazione la sua identità negativa.   ...Leggi

 

THE VIOLENCE (it. violenza, fr. violence; ted. gewalt; sp. violencia)

by Giovanna Palermo

 

violenzaViolence comes from the Latin violentum, and then from violare, which recalls the vis, that is the strength. Within the present meaning it is understood as any action or omission that has the functional capacity to inflict damage and/or suffering to the body and/or the psyche of any individual or community, or also a damage to things that have a value for the victim or society.

One can speak of violence (Hook, 1935) only if the use of any form of coercion occurs without legitimacy. In fact, when the use of force is legitimized by law, it is  not a case of violence, let’s think for example to the enforcement actions under the criminal justice system of a particular country.   ...Read 


Il sentire mafioso
di Giovanna Palermo

Tratto da Maffie. Dinamiche, ruoli e identità delle organizzazioni criminali mafiose, EdizioniLabrys

Le organizzazioni criminali tradizionali, come abbiamo visto, presentano numerose affinità: ritualismo e simbolismo, retaggio comune, mentalità associativa criminale, condivisione di valori e regole, obiettivi di controllo sociale, economico e politico del territorio, modalità delinquenziali.

Sono espressioni di territori che hanno avuto un particolare e distinto rapporto con lo Stato e nei quali si sono sedimentate culture permeate inevitabilmente dalla storia e dalle diverse evoluzioni socio-antropologiche. Anche laddove, hanno vissuto alleanze storiche o contingenti complicità o hanno prodotto doppie affiliazioni, le mafie hanno conservato le loro specificità ... Leggi

 

 

Il volto femminile delle mafie

di  Annamaria Iaccarino

 

Quando si parla di “mafiosi” si ci riferisce sempre agli associati di genere maschile, dimenticandosi della femminilità, che, non a caso, qualifica lo stesso termine “mafia”. In effetti la maggior presenza di uomini di mafia ha contribuito a trarre in “inganno” la collettività, ed anche le iniziali conoscenze scientifiche e criminologiche, che a lungo hanno creduto nella monosessualità mafiosa. 
L’interesse per le “mafiose” nasce piuttosto di recente, soprattutto analizzando le vicende giudiziarie e processuali di particolari regioni italiane, che confermano una presenza femminile radicata sul territorio.    
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